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Maschio Angioino

Castel Nuovo, noto anche come Maschio Angioino, è situato in piazza Municipio ed è uno dei simboli di Napoli.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1279 per volontà di Carlo I d’Angiò, che riteneva geograficamente inadeguate le residenze reali preesistenti, Castel dell’Ovo e Castel Capuano. Dalle fonti possiamo dedurre che l’edificio angioino avesse una pianta quadrilatera irregolare, quattro cortine alte e sottili, torri quadrangolari distanziate tra loro da un tiro d’arco e un fossato, scavalcato nel lato settentrionale da un ponte levatoio che portava all’ingresso.

Dopo la conquista della città nel 1442, Alfonso d’Aragona, spinto dall’esigenza di realizzare una plateale manifestazione del nuovo assetto politico, diede una nuova veste al castello, modificando il varco d’accesso con una struttura architettonica tipica dell’epoca romana, l’arco di trionfo.
L’elemento centrale dell’opera, ancora visibile, è il grande rilievo con il Trionfo di Alfonso.
Su di un carro tirato da una quadriga con avanti una figura dalle classiche fattezze, raffigurante la Vittoria o la Fortuna, è seduto il sovrano, rappresentato mentre sorregge il globo e con ai suoi piedi una grande fiamma, che rimanda alla mitica sedia ardente di Ercole, che si spegneva solo in presenza dell’eroe. Un gruppo di suonatori conduce il corteo che, con strumenti musicali di tradizione classica, cimbali, tube e piccoli piatti, preannuncia l’arrivo del re.
Queste sculture sono attribuite a quattro importanti artisti del tempo: Pietro de Martino, Domenico Gagini, Isaia da Pisa e Francesco Laurana.
Ad Alfonso succedette il figlio Ferrante che fece realizzare una grande porta bronzea che simboleggiava la sua faticosa presa di possesso del regno, avvenuta dopo aver sedato la ribellione dei Baroni.
Con la sconfitta di Federico I nel 1503, il Regno di Napoli divenne un vicereame spagnolo e il castello la sede delle principali cerimonie pubbliche legate al potere regio. In questa fase venne creato un recinto concentrico al fossato.

A partire dalla metà del Cinquecento, Castel Nuovo iniziò a perdere progressivamente la sua importanza. Vi si tenevano manifestazioni a carattere militaresco, mentre le cerimonie governative si svolgevano nei palazzi reali e nei loro spazi esterni. Venne costruito un ponte levatoio che lo collegò con il Palazzo Reale in modo tale da creare un legame diretto tra la sede del potere militare e quella del potere politico.
Con l’insediamento della dinastia borbonica, nel 1734, veniva confermata la tendenza che vedeva il miglioramento delle altre infrastrutture intorno al castello a scapito di quest’ultimo. L’unico intervento di rilievo fu fatto sul recinto che fu dotato di un mezzo bastione sulla cortina, compresa tra il baluardo di Santo Spirito e quello di San Vincenzo.
Nei primi decenni dell’Ottocento continuò a essere un grande stabilimento militare all’interno del quale si costruivano impianti per la produzione bellica.
In seguito alla perdita del suo ruolo difensivo, al riempimento del fossato esterno e all’inizio della demolizione del recinto bastionato, la piazza circostante cominciò ad assumere l’attuale configurazione.
L’opera di restauro e di scavo archeologico compiuta dal 1923 al 1939 ha riportato alla luce il nucleo originario, eliminando gli edifici sorti fra il XVII e il XIX secolo a ridosso del castello. Ospita dal 1990 il Museo civico di cui fanno parte la Cappella Palatina, la Sala dell'Armeria e, ai primi due piani, sculture, oggetti e dipinti che vanno dall'epoca medievale al Tardo Ottocento.

Indirizzo

Via Vittorio Emanuele III – 80133 Napoli (Napoli)

Orari

8.30-17.00

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