Castello

Castello di Vairano Patenora

Il Castello di Vairano Paternora corona l’altura che viene chiamata “del Piesco” e domina l’immensa pianura in cui sorgono le città di Venafro, Presenzano, Conca, Tora e Marzano. Su quest’area esisteva un antico insediamento romano, come provano i reperti emersi in occasione di scavi archeologici.

In origine il fortilizio venne costruito da Ripandolfo VI nell’XI secolo e fu coinvolto nelle lotte tra l’imperatore Enrico VI di Svevia e il re di Sicilia Tancredi. Il conte Ruggero di Chieti, che appoggiava quest’ultimo, respinse l’assedio del castello, condotto dalle truppe imperiali nel 1193.
L’assetto architettonico, che doveva presentare all’epoca, non è conosciuto, ma si sa che vi soggiornarono re Carlo I, papa Gregorio X e Carlo II lo Zoppo.
Successivamente fu distrutto dalle truppe del condottiero e cardinale Giovanni Maria Vitelleschi nel 1437 e dall’esercito di Marino Marzano nel 1461.
Tra il 1491 e il 1503 il barone Innico II d’Avalos, spaventato dalla discesa in Italia del re di Francia Carlo VIII e dalla sua entrata a Napoli, fece edificare un nuovo maniero sui ruderi di quello precedente. Fedelissimo ai sovrani aragonesi, ritenne che, per difendere i suoi feudi dal temuto attacco francese, fosse necessario rinchiudere il borgo entro una poderosa cinta merlata protetta da quindici torri ed erigere una fortezza che fosse in grado di contrastare le strategie belliche del momento, basate sui lunghi assedi.

In quel periodo le armi da fuoco non erano abbastanza perfezionate da determinare uno sviluppo significativo degli apparati difensivi che continuarono a basarsi sull’uso di archi e balestre e sul lancio di pietre sui nemici che si avvicinavano alle mura.
L’impianto fortificato, a pianta quadrata con agli angoli quattro torri cilindriche molto sporgenti dalla cortina muraria, non dimostrava particolari caratteristiche innovative rispetto alle altre strutture difensive del tardo Quattrocento.
L’interno è ormai completamente distrutto, ma sono ancora visibili la suddivisione dei piani, le cucine, le carceri e la vecchia cisterna.

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