Archivio

Villa o palazzo di interesse storico o artistico

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Archivio di Stato di Napoli

L'Archivio di Stato di Napoli nasce come "Archivio Generale del Regno" il 22 dicembre 1808 allo scopo di riunire in un medesimo locale gli antichi archivi delle istituzioni esistenti fino all'arrivo di Giuseppe Bonaparte a Napoli nel 1806.

Furono così concentrati gli archivi della Regia Camera della Sommaria, cui appartenevano i volumi dei catasti "onciari" relativi a tutti i comuni del regno, della Cancelleria, delle Segreterie di Stato dell'epoca vicereale, dei supremi organi consultivi dello Stato (Consiglio Collaterale, Real Camera di S. Chiara), del Cappellano Maggiore e dei massimi organi giudiziari dello Stato (Sacro Regio Consiglio, Gran Corte della Vicaria) e le carte di altri numerosi organi statali.

Dopo la restaurazione borbonica del 1815, cambiò la denominazione in quella di "Grande Archivio del Regno" e si stabilì il principio che non soltanto le carte delle cessate amministrazioni, ma anche quelle delle amministrazioni vigenti dovessero esservi versate periodicamente. A partire dal 1860 l'archivio conobbe un notevole incremento del proprio patrimonio documentario, grazie all'acquisizione degli atti dei ministeri borbonici e di altri organismi centrali, come la Consulta di Stato e la Gran Corte dei Conti.

Il primo piano del Monastero dei Santi Severino e Sossio, sede dell’Archivio di Stato di Napoli, costituisce la zona musealizzata dell'Archivio di Stato di Napoli. Cuore della vita dell'Istituto - vi sono infatti collocate la Sala di studio principale, la Sala inventari e la Sala accoglienza - era anche per i monaci il centro della comunità. I suoi quattro, splendidi chiostri ne scandivano i ritmi; la Sala del capitolo, affrescata da Belisario Corenzio nel primo ‘600 con un complesso ciclo cristologico, ne era il luogo di dibattito e confronto; il grande Refettorio, suggestivo e imponente, era il cuore della quotidianità della comunità monastica.

Qui convivono varie epoche e varie funzioni: il monastero, l’archivio ottocentesco, il moderno istituto di cultura. La visita all’Archivio di Stato di Napoli si limita, oggi, agli ambienti del primo piano. La visita virtuale, invece, apre le porte dell’”Archivio segreto”: zone normalmente non accessibili, perché occupate dagli uffici o dai depositi di carte che, nonostante la destinazione d’uso, nascondono bellezze – artistiche e archivistiche – di non secondaria importanza.

Il terzo piano offre alla vista cimeli di età romana, strumenti di precisione ottocenteschi, e il “pezzo” più antico dell’Archivio, la Carta lapidaria, in quel caratteristico convivere di documenti e monumenti che qualifica in modo peculiare il complesso monastico dei Santi Severino e Sossio. Al quarto piano dell'Istituto, in particolare, furono dislocate monumentali sale per la conservazione dei documenti: alcune di queste furono realizzate nella prima metà dell'Ottocento. Le sale, non incluse degli abituali itinerari di visita all' Istituto, sono presentate sia per l'importanza del patrimonio documentario custodito, sia per le interessanti e varie soluzioni di allestimento di scaffalature d'archivio.

Indirizzo

Piazzetta del Grande Archivio, 5 – 80138 Napoli (Napoli)

Orari

dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 14.30, e il sabato dalle ore 8:00 alle ore 14:00

Domenica

Informazioni

Mail: as-na@beniculturali.it

Tel: +39 081 5638111

Fax: +39 081 5638300

http://www.archiviodistatonapoli.it/

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