Parco archeologico

Museo

Anfiteatro campano

L’Anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere, il secondo in ordine di grandezza tra tali tipi di monumenti nell’Italia antica dopo il Colosseo (m. 165 sull’asse maggiore, m. 135 su quello minore a livello dell’arena), fu innalzato tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. in sostituzione dell’arena meno capiente risalente ad età graccana, i cui resti sono stati individuati a sud-est.
Nel 456 d.C. subì rovinose distruzione durante il saccheggio di Genserico, ma fu riparato nel 530 d.C..
Durante il dominio gotico e longobardo l’edificio continuò ad avere funzione di arena; poi, dopo la distruzione della città nell’841 d.C. ad opera dei Saraceni, venne trasformato in una fortezza.
A partire dal periodo della dominazione sveva, divenne cava di estrazione di materiali lapidei reimpiegati nella costruzione degli edifici della città.
Parzialmente scavato tra il 1811 e il 1860, fu definitivamente liberato dagli enormi ammassi di terra tra il 1920 e il 1930, con numerosi successivi interventi di restauro conservativo nel tempo.

L'architettura

L’edificio, in genere adibito agli spettacoli gladiatori, presentava in origine i quattro ordini canonici di spalti impostati su altrettanti livelli di gallerie in opus latericium comunicanti. Si apriva in facciata con ottanta arcate realizzate in blocchi di calcare di uguale ampiezza, ad eccezione di quelle poste in corrispondenza dei quattro punti cardinali, coincidenti con gli ingressi principali.
Le chiavi d’arco dei primi due ordini di archi della facciata erano arricchite da 240 busti a rilievo di divinità, tra le quali Giove, Giunone, Demetra, Diana, Mercurio, Minerva, Volturno, Apollo, e Mitra, oltre a teste di Pan, satiri e maschere teatrali, nel terzo ordine. Di esse se ne conservano solo 20 in loco, poche altre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e al Museo Provinciale Campano.
Le gradinate della cavea erano rivestite in marmo e la summa cavea era sovrastata da un portico ornato con statue e colonne.
Il piano dell’arena era costituito da tavoloni di legno cosparsi di sabbia per consentire lo svolgimento dei combattimenti. Al di sotto si sviluppavano i sotterranei, comunicanti tra loro mediante corridoi e accessibili attraverso quattro scalette presenti negli ambienti di servizio, ubicati dietro il podio e utilizzati per i macchinari e gli apparati scenici.
L’ingresso principale - che consentiva di raggiungere i sotterranei e di condurvi le gabbie degli animali senza passare dai porticati - è collocato sul lato occidentale. Sul lato orientale si trovava anche un condotto di collegamento a una cisterna, nella quale si raccoglieva l’acqua per la pulizia dei sotterranei. Al V-VI secolo d.C., inoltre, risale una cappella ricavata nella seconda navata a nord dell’ingresso occidentale.

Il Museo dei Gladiatori

Il Museo dei Gladiatori è annesso all’anfiteatro. Nella prima sala sono sistemate tre delle chiavi d’arco che decoravano l’esterno del monumento, un plastico che riproduce lo stato attuale dell’edificio e il suo aspetto originario, oltre a una selezione di materiali ceramici rinvenuti nell’area dell’anfiteatro. Le teste di Ercole, di Athena con elmo corinzio, di Apollo e di una divinità femminile (forse Diana) appartenevano alle statue che ornavano le arcate dei piani alti. Nella seconda sala è stata ricostruita per intero la decorazione di uno dei vomitoria (accessi alla cavea).

Indirizzo

piazza I Ottobre 1860, sn – 81055 Santa Maria Capua Vetere (Caserta)

Orari

Martedì-Domenica: giugno 9.00-20.00; luglio 9.00-20.15; agosto 9.00-19.50; settembre 9.00-19.00;ottobre 9.00-18.00; novembre 9.00-17.00; dicembre 9.00-16.40

Lunedì

Informazioni

Mail: drm-cam.museoanticacapua@beniculturali.it

Tel: +39 0823 844206

Fax:

http://www.polomusealecampania.beniculturali.it/

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