Peppe Iannicelli — 22/10/2021

Viaggio a Laurino, tra jazz, gastronomia e percorsi religiosi

Laurino è un luogo dell’anima. Un minuscolo borgo nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Alburni e Vallo di Diano. Uno spruzzo di case, palazzi e chiese arroccati sulla collina tra ulivi e paesaggi incantevoli che profumano del mare lontano.

Laurino è un paese ispirante e mistico come dimostra la presenza di diciotto chiese e tre conventi. Un luogo dell’anima perfetto per viaggiatori consapevoli desiderosi di esperienze particolari. Un paese che accanto alla solennità del canto gregoriano da oltre venti anni, grazie al coraggio creativo di Angelo Maffia, diffonde nell’aria anche le note ammalianti del “JazzinLaurino Festival & Workshop”.

Il percorso religioso si sviluppa tra le chiese di Santa Maria Maggiore, Annunziata, S. Elena Beatificata, San Biagio, San Nicola, Ognissanti.
Gli stili si alternano vorticosamente con arredi e decori suggestivi che inducono alla contemplazione. La vite dei santi, gli episodi biblici, le geometrie mistiche accompagnano il visitatore in un percorso d’iniziazione alla devozione popolare.

Quadri, affreschi e decorazioni non avevano soltanto una funzione ornamentale o di abbellimento dei luoghi di culto. In tempi di diffuso analfabetismo, l’immagine aveva lo scopo di trasmettere i contenuti della fede attraverso gli episodi salienti della vita dei santi o la rappresentazione gloriosa della Madonna o del Cristo. Una sorta di permanente catechesi multimediale che ha scolpito l’identità spirituale di questa comunità dove erano presenti anche i Templari. Un pozzo dedicato ai cavalieri è custodito all’interno di uno dei tanti cortili gentilizi che, insieme al Palazzo Ducale, testimoniano in modo urbanisticamente eloquente l’importanza strategica di Laurino nel corso dei secoli. Pur lontano dalla costa, Laurino era un crocevia importante di traffici, idee, milizie.

Laurino non è luogo adatto a turisti mordi e fuggi, interessati solo ad un superficiale selfie da pubblicare su di un social network. Laurino esige tempo, attenzione, partecipazione. Il paese va respirato a pieni polmoni apprezzando l’aria fina e l’atmosfera di sospensione in un tempo di ritrovata umanità.

In questo borgo è nato e cresciuto Angelo Maffia, che in oltre venti anni è riuscito a portare a Laurino i più grandi protagonisti della scena jazzistica internazionale e migliaia di giovani studenti musicisti da tutto il mondo, impegnati in spettacoli e lezioni.

“JazzinLaurino Festival & Workshop” è un evento organizzato dal Comune di Laurino (SA), con il sostegno della Regione Campania/Scabec e con la direzione artistica dall’Associazione Liberi Suoni diretta da Angelo Maffia, che coniuga un seminario di musica creativa con lezioni teoriche e pratiche, con un calendario di concerti jazz con artisti di rilievo nazionale ed internazionale.

L’evento è articolato su cinque giornate ricche di didattica e concerti. Laurino per una settimana si trasforma in una cittadella della musica, in cui ogni luogo e ogni abitante del paese sono coinvolti nell’evento.

JazzinLaurino Festival ha ospitato nel corso dei 19 anni moltissimi artisti tra cui: Tosca, Noa, Mario Biondi, Ron, Karima, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Enrico Rava, Gino Paoli, Danilo Rea, Paolino Dalla Porta, Roberto Gatto, Maria Pia De Vito, Rita Marcotulli, Billy Cobham, Tuck and Patti, Richard Galliano, Ian Lundgren, Uri Caine, Tommy Emmanuel, Vicente Amigo, Marco Pereira, Irio De Paula, Javier Girotto, Antonello Salis, Sandro Deidda, Fabrizio Bosso, Julian Oliver Mazzariello, Dado Moroni, Berliner Philarmoniker Quintet, Yamandu Costa, Raphael Gualazzi e tanti altri.

JazzinLaurino ha contribuito da sempre alla valorizzazione dei giovani talenti ai quali cerca di offrire l’occasione di esibirsi in una vetrina importante e di stabilire contatti con docenti e altri musicisti. JazzinLaurino ha sempre collaborato a progetti con altri festival o altre scuole quali ad esempio l’Orchestra Jazz dell’Università di Salerno, Baronissi Jazz, Gezmataz Festival & Workshop di Genova e il Liceo Musicale Alfano I di Salerno.

“Laurino – afferma Angelo Maffia - è il luogo dove sono nato e cresciuto anche musicalmente (anche se non sono diventato musicista).
Il luogo è fondamentale per esaltare le emozioni che la musica riesce a trasmettere. L’emozione di una esibizione in un chiostro con un piano a coda magari suonato da
Bollani o Uri Cane non è paragonabile a quella che può generare qualsiasi altro luogo per quanto suggestivo possa essere.”

Quali sono i criteri che ispirano la scelta dei temi e degli artisti?

“La scelta del programma è dettata da episodi che vivo durante tutto l’anno. Ho la fortuna di poter assistere a tanti concerti e alcuni mi ispirano e li vedo proiettati a Laurino. Nell’ultima edizione ho realizzato un sogno. Inseguivo da anni Yamandu Costa un gigante della musica brasiliana e non solo e finalmente sono riuscito a portarlo a Laurino. Strepitosi i suoi concerti, meravigliose le sue lezioni. Lui ama la mozzarella e il buon vino, ha mangiato decine di bocconcini e dedicherà il nome mozzarella ad un suo brano. Poi ha assaggiato un aglianico del luogo, mi ha chiesto il sito per ordinare una cassa di quel vino. Il produttore è un mio amico ed era al suo concerto. Si è creato un legame tra territorio ed artista che aiuterà a far conoscere Laurino ed i suoi prodotti in tutto il mondo.”

Costa non è l’unico ad apprezzare le specialità enogastronomiche di Laurino.
Una cucina contadina tradizionale che conquista il palato degli artisti come Rava, Fresu, Marcotulli, Bollani, Biondi, Galliano, Paoli, degli spettatori e degli studenti del LaurinoinJazz ma anche dei visitatori che arrivano nel borgo cilentano durante l’anno. Da non perdere i ravioli di ricotta, i fusilli tirati uno ad uno con un fil di ferro, i cavati conditi con il sugo di cinghiale. Ottime le zuppe che hanno come ingrediente base le rape alle quali si aggiungono salsiccia, pancetta, legumi, formaggio a seconda della stagione e della dispensa.

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