Un papavero donato come segno di resilienza e di attenzione verso gli altri. È questo il simbolo scelto per inaugurare “Educhiamo al rispetto. Insieme contro il bullismo”, il ciclo di incontri promosso dalla Regione Campania e realizzato da Scabec, che ha preso il via il 14 marzo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN).
L’iniziativa, rivolta alle famiglie e alle comunità educative delle scuole secondarie, mette al centro un’idea precisa: i luoghi della cultura possono diventare spazi di educazione civica e relazionale, capaci di stimolare nei più giovani consapevolezza, empatia e senso di comunità. Il progetto si inserisce nelle azioni regionali di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo previste dalla Legge Regionale n. 11/2017.

Nel corso del primo appuntamento, ospitato nell’Auditorium del MANN, istituzioni, esperti e rappresentanti della comunità scolastica si sono confrontati sul tema del rispetto nelle relazioni, anche nel contesto digitale.
Il cuore dell’incontro è stato il momento performativo “Anticorpi di conoscenza su bullismo e cyberbullismo”, curato dalla cooperativa sociale L’Isola che c’è, che ha intrecciato linguaggi artistici, riflessione scientifica e testimonianze.
Sono intervenuti Speranza Marangelo, presidente della cooperativa sociale, Enzo Marangelo, direttore artistico dell’evento e attore, Annarita Di Sarno, psicoterapeuta, Carmela Pulzone, psicoterapeuta, Carmela Giacquinto, avvocato, Raffaella De Maio, content creator, la scultrice Maria Emilia De Maio e il violoncellista Valentino Milo.

Andrea Morniroli, assessore alle Politiche sociali e alla Scuola della Regione Campania: «Questa iniziativa coinvolge la rete dei musei in un progetto che mette al centro bellezza e cultura come strumenti di contrasto ai fenomeni di devianza, come bullismo e cyberbullismo. Quando affrontiamo questi temi non possiamo fermarci agli stereotipi, ma dobbiamo riconoscerne la complessità e le cause. È fondamentale ricostruire un rapporto autentico con i ragazzi, mettendoli in gioco e trovando adulti capaci di offrire rispetto, ascolto e contesti positivi in cui vivere le proprie emozioni».
Ninni Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania: «Le istituzioni hanno il dovere di fare tutto il possibile per contrastare il bullismo, ed è particolarmente significativa la sinergia nata attorno a questo progetto. Educazione e cultura sono profondamente intrecciate. Il mondo dell’arte si è sempre interrogato su temi universali come la violenza e le relazioni tra le persone, offrendo occasioni di confronto e di riflessione utili alla crescita delle nuove generazioni».
Francesco Sirano, direttore generale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: «La bellezza, insieme alla ricerca e alla creatività, rappresenta uno strumento prezioso per affrontare anche i fenomeni di devianza giovanile. Un museo non è un’isola, ma un luogo vivo che dialoga con il territorio e con la comunità. L’arte nasce da un processo cooperativo, fondato sul dialogo e sulla non violenza, e serve a creare confronto, trasmettere messaggi e favorire la possibilità di comprendersi».
La giornata si è conclusa con una visita guidata alle collezioni del MANN, pensata come momento di riflessione sui temi dell’educazione alla bellezza, della cura di sé, della comunità e del patrimonio.
A tutti i partecipanti è stato consegnato un papavero artigianale, realizzato con antichi stampi secondo la tradizione napoletana dei fiori artificiali. Un gesto simbolico che richiama l’idea di resilienza e attenzione verso gli altri, valori al centro del progetto.

Il ciclo “Educhiamo al rispetto” proseguirà nelle prossime settimane in alcuni dei principali luoghi della cultura della Campania: la Pinacoteca Provinciale di Salerno (21 marzo e 10 aprile), la Reggia di Caserta (28 marzo e 11 aprile), il Museo del Sannio di Benevento (18 aprile) e il Complesso Monumentale del Carcere Borbonico di Avellino (9 maggio), per concludersi nuovamente al MANN il 15 e 16 maggio.
La partecipazione agli incontri è gratuita, con prenotazione obbligatoria sulla pagina del progetto sul sito di Scabec.
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