Redazione Scabec — 06/08/2021

Sponz Fest. Il valore della festa

Chi conosce il valore del lavoro sa fare festa.
Il tempo della festa è il nostro tempo sacro, il tempo in cui solleviamo la testa dal tempo dell’Utile, della lotta per la sopravvivenza; queste le parole di Vinicio Capossela a conclusione della prima edizione dello Sponz Fest.

Lo Sponz Festival, diretto dal cantautore e scrittore di origine irpina Vinicio Capossela, nasce nel 2013 in Irpinia a Calitri (AV) con l’idea di “ricreare” occasione di comunità, come fenomeno di aggregazione sociale, che nella prima edizione aveva come tema lo sposalizio.

Dalla felice intuizione del 2013 ad oggi, lo Sponz è considerato uno degli appuntamenti artistico culturali più apprezzati nel panorama nazionale, merito della sua formula all’insegna della qualità, dell’originalità e delle diverse proposte in cartellone a ogni edizione. Un festival con diverse performance artistiche, dal teatro, alla musica, dagli incontri, ai laboratori, appuntamenti che si snodano nella seconda decade di agosto, con eventi dal mattino a notte. I veri protagonisti del festival non sono solo gli artisti o il pubblico, ma soprattutto il paesaggio e il territorio interno della Campania, costellato di piccoli borghi, piccoli musei e di evidenze architettoniche e paesaggistiche di tutto rilievo.

Un paesaggio che va attraversato fisicamente per apprezzarlo e conoscerlo al meglio, che si caratterizza di pieni e di vuoti che vanno raccontati. 

La parola Sponz, viene da “sponzare”, una parola vicino a sponsale ma che viene da spugna, letteralmente significa inzupparsi, rendersi fradici, ammollarsi per vari giorni, “infradiciarsi” di musica e racconti, dandosi l’occasione di riflettere sul senso di comunità e sui modelli di relazione sociale ed economici.

Il tema dell’edizione 2020 è stato l’acqua, come elemento di rinascita, rigenerazione, purificazione. Risalire i fiumi è come risalire la nostra origine, andare nella parte oscura di noi, un viaggio interiore, ma anche un viaggio nella tenebra del mondo contemporaneo. I fiumi sono come la temperatura dello stato di salute della Terra, e quindi occuparsi della salute dei fiumi è come occuparsi della nostra stessa salute.

L’edizione 2020 ha sconfinato dall’Irpinia, la parte stretta fra due fiumi, l’Ofanto e il Sele, per scendere più a valle, verso il mare, arrivando nella provincia di Salerno. Otto sono i luoghi segnati dall’acqua tra l’Irpinia e la Valle del Sele: Calitri, cuore storico dello Sponz, Caposele, dove sorge il fiume Sele e Torella dei Lombardi dove sorge il fiume Ofanto, per arrivare a Contursi Terme, Valva, Eboli, Serre e la foce del fiume Sele, Paestum, in provincia di Salerno. 

Una carovana, un cammino che ha aveva come elemento di unione l’acqua e un territorio caratterizzato da molti elementi: fontane, abbeveratoi di acqua pubblica, luoghi di incontro che restano a segnare le vie abbandonate che sembrano quasi una radiografia di un mondo scomparso. 

E quest’anno Sponz Fest propone una riflessione sulle aree interne, sui loghi dell’ossoall’Osso, per elaborare un manifesto delle aree interne. 

Avrà il suo campo base a Calitri per gli eventi musicali, gli incontri, i dibattiti e i laboratori. Ma allo stesso tempo ci sarà una riflessione attraverso escursioni, passeggiate e visite guidate, per raccontare e promuovere i comuni limitrofi: Andretta con il suo centro storico e museo della civiltà contadina; Aquilonia con la vecchia Carbonara e il suo bellissimo museo etnografico; Bisaccia con il castello ducale e il suo museo archeologico; Conza della Campania con il bellissimo parco archeologico e Lacedonia con il pozzo di San Gerardo a Maiella e museo antropologico visivo irpino che conserve opere del fotografo e studioso americano Frank Cancian.  

Un viaggio all’osso della Campania per far conoscere e valorizzare quei luoghi poco conosciuti, ricchi di storia e tradizioni. 

Scopro il programma di quest'anno.

Rivivi l’edizione 2020 con il Docufilm

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