Redazione Scabec — 14/05/2021

Social media e digitale: i migliori musei campani da seguire 

Non solo Facebook, Instagram, Twitter: dai podcast alle playlist su Spotify, dai tour virtuali alle gallery mozzafiato di Instagram passando per le nuove app mobile. Quali sono i musei campani che dovete assolutamente seguire sui social network? Quali sono i più attivi nel campo del digitale?
Ecco un breve elenco delle realtà che, secondo noi, tutti dovrebbero seguire sui social (oltre che visitare dal vivo).

Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Secondo una ricerca del 2020 svolta del Politecnico di Milano per la Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, il MANN è risultato essere il museo più social d’Italia.
Durante il primo lockdown, nella campania #iorestoacasa, il Museo Archeologico di Napoli ha postato contenuti dedicati ai capolavori delle collezioni presenti nel museo partenopeo riprendendone l’apertura quotidiana dando ai follower l’impressione di un museo sempre aperto al pubblico.
Il rapporto tra l’istituzione napoletana e il digitale va avanti da tempo: impossibile non citare “Father & Son” - il videogame che tratta la storia un ragazzo ed ha come vero protagonista il MANN con le sue opere, le sue storie e la sua architettura – il primo videogame scaricabile gratuitamente sulle piattaforme mobile realizzato da un museo archeologico.
Sapete che da poco è disponibile anche una versione in lingua napoletana?

Museo e Real Bosco di Capodimonte

Il Museo e il Real Bosco di Capodimonte è uno dei musei campani che dovete assolutamente seguire. Da Caravaggio a Warhol, dalla Collezione Farnese alla Collezione d’Avalos, dagli Appartamenti Reali alla Collezione De Ciccio e al Real Bosco: attraverso i canali social del museo è possibile farsi un’idea di visita di una delle più importanti istituzioni museali al Mondo.
Il rapporto tra Capodimonte e i social non si esaurisce sui classici canali: il museo diretto da Sylvain Bellenger, con oltre 536 opere d’arte è stato uno dei primi a sbarcare sulla piattaforma Google Arts & Culture.
La Flagellazione di Cristo di Caravaggio, la Danae di Tiziano, La parabola dei ciechi di Brueghel il Vecchio e La Madonna del divino amore di Raffaello sono accessibili in ogni momento ai visitatori di tutto il mondo, facilmente e gratuitamente.
Sapete che nel 2018 Capodimonte è stata anche una radio? Un podcast di 12 episodi per conoscere più da vicino un luogo unico della nostra città.

Parco Archeologico di Paestum

Paestum e il digitale hanno da sempre un rapporto strettissimo: una delle ultime novità è l’app mobile Open Paestum: un sistema digitale in grado di rendere accessibile a tutti l’immenso patrimonio artistico materiale e immateriale del Parco Archeologico di Paestum.
Una volta scaricata sul proprio smartphone, sarà possibile immergersi nella vita, negli usi e nei costumi degli abitanti dell’antica Poseidonia. Oltre a questo, l’app permette anche ai visitatori con difficolta motorie e/o sensoriali di accedere a contenuti in realtà aumentata.
Curiosi di scoprire di più sul Parco Archeologico? Vi consigliamo di seguirlo su Instagram.

Museo Madre

Facebook, Instagram, Twitter, Spotify e WhatApp sono solo alcune delle piattaforme social su cui è presente il museo Madre di Napoli. “Eletto” nel 2018 da Artribune come museo più social del sud Italia, il museo d’arte Contemporanea della Regione Campania - dove Scabec ha curato la comunicazione e il marketing dal 2018 al 2020 -, ha per primo aperto alla comunicazione one-to-one con il pubblico attraverso servizi di messaggistica istantanea come WhatsApp e Telegram oltre ad avere aperto un canale Spotify, dove grazie alle playlist tematiche composte in collaborazione con artisti e il pubblico dei social, si può visitare il museo e ammirare le sale in una modalità diversa dal solito.
Sapete che il Madre è stato il primo museo campano ad aprire il proprio feed Instagram agli utenti con il primo album collettivo del museo? In poco più di un anno sono stati raccolti più di 20mila scatti.

Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta, oltre ad essere seguitissima sui social, è una di quelle istituzioni che storicamente amano sperimentare nuove tecniche di comunicazione e promozione attraverso i social media.
Basti pensare che solo nell’ultimo anno sono state avviate numerose iniziative come, ad esempio: le vignette di Davide Racca, i Restauri Reali, Sguardi Oltre, Spotify e i Podcast. Tutte queste iniziative hanno aiutato il Palazzo Reale di Caserta ad avvicinarsi ad un nuovo pubblico e, allo stesso tempo, fidelizzare ancora di più quello già presente.
Sapete che è presente anche un ciclo di attività totalmente pensate per i più piccoli? Reggia Kids propone una versione dell’istituzione a misura di bambino: ogni settimana vengono proposte attività e giochi dedicati piccoli visitatori digitali per scoprire insieme dettagli e curiosità sulla Reggia.

Parco Archeologico di Pompei

Coi i suoi 250mila follower su Instagram, il Parco Archeologico di Pompei è una delle istituzioni museali italiane con più seguito sui social.
Come le altre istituzioni presenti in questo articolo, il Parco Archeologico di Pompei è sempre stato all’avanguardia anche sull’utilizzo del digitale. Ultima novità è l’app MyPompei: un’app mobile che consente ai turisti di visitare il luogo in tutta sicurezza, grazie anche al supporto tecnologico di Oracle. Attraverso questo strumento gratuito è possibile avere scaricare i biglietti d’ingresso per poterli esibire in modalità contactless, consultare la mappa e farsi guidare lungo l’itinerario predefinito fornendo tutte le informazioni storiche dei vari punti di interesse, evitare eventuali assembramenti, ricevere notifiche dallo staff del parco archeologico e tanto altro.
Avete mai visto il profilo Instagram del Parco Archeologico di Pompei? Noi ve lo consigliamo perché è come fare un vero e proprio tour nella città che non smette mai di scoprirsi.

Palazzo Reale di Napoli

Quando si parla di Museum Week è inevitabile pensare al Palazzo Reale di Napoli: il museo situato a Piazza del Plebiscito si è classificato negli ultimi due anni come una delle istituzioni più influenti al mondo.
Le attività più interessanti sui social riguardano soprattutto i contest e le rubriche. L’ultima, in ordine cronologico, è “Come eravamo”: gli utenti sono invitati a postare delle vecchie foto che sono state scattate a Palazzo Reale.
La rubrica è stata inaugurata con un testimonial d’eccezione, infatti, è stato proprio il direttore del museo, Mario Epifani, a postare una foto del 1985 che lo ritraeva insieme alla famiglia durante la sua prima visita.

Direzione regionale Musei Campania

Con un nuovo sito web e diversi canali social, la Direzione regionale Musei Campania si affida a degli strumenti digitali per rendere più smart ed efficienti i servizi offerti al pubblico.
L’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, la Certosa di San Giacomo, Villa Pignatelli e la Certosa di Padula - tutti visitabili con campania>artecard - sono solo alcuni dei luoghi che fanno parte della Direzione Regionale, che attraverso piattaforme come Facebook, Instagram, Twitter e YouTube promuovono con una strategia sempre più inclusiva i contenuti digitali per la promozione dei musei della rete e delle attività culturali in programma.
Provate a indovinare quale canale sta riscuotendo più successo. Instagram, naturalmente.

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