Peppe Iannicelli — 28/05/2021

Alla scoperta del Parco delle Sorgenti di Riardo

Quando arrivate a Riardo, nell’alto Casertano, alzate gli occhi verso il cielo. La vista sarà catturata dall’imponente castello che domina il borgo medioevale, ricco di botteghe artigiane e locande dove gustare vino e salame locali. Guardate ancora più in alto. Guardate le nuvole, divertitevi a dargli una forma. Adesso immaginate che dopo trent’anni quelle fantasiose composizioni aeree diventeranno acqua effervescente.

Salus per Aquam

Siamo nel Parco delle Sorgenti Ferrarelle, uno stabilimento e un’area naturalistica di circa 145 ettari patrocinate dal Fondo Ambiente Italiano. È in questo parco che sgorga un’acqua ricca di sali minerali le cui proprietà erano già apprezzate dai Sanniti. I ritrovamenti archeologici hanno fatto tornare alla luce un importante e ingegnoso sistema di canalizzazioni per l’utilizzo della preziosa risorsa naturale che sgorgava nella vallata rendendola fertilissima. I Romani migliorarono gli impianti idraulici realizzati dai Sanniti consentendo il pieno sfruttamento di quelle acque dal sapore così particolare e quasi ammantate di leggenda. Plinio e Vitruvio ne descrivono con entusiasmo le caratteristiche. Un’acqua gradevolissima da bere, ma anche speciale per l’agricoltura. I campi erano rigogliosi: frumento duro, nocciole, la mela annurca “bella del Sud”, ciliegie. Con il trascorrere dei secoli tali coltivazioni sono state parzialmente abbandonate. Ma negli ultimi decenni la situazione è cambiata.

Effervescente naturale

Dalle nuvole al geyser, il percorso dell’acqua è in effetti nascosto, ma non misterioso.L’acqua piovana penetra profondamente nelle falde del vulcano spento di Roccamonfina arricchendosi ad ogni strato di minerali: sodio, calcio, potassio, magnesio, anidride carbonica e tanto altro ancora. Questa trasformazione naturale si compie in circa trent’anni e lungo un percorso di quindici chilometri nelle viscere della terra. Per bere l’acqua effervescente naturale delle nuvole avvistate oggi, bisognerà tornare tra tre decenni in questo paradiso naturalistico. L’acqua ritorna alla luce delsole attraverso sette sorgenti principali e un geyser spettacolare.
Un maxi zampillo che del Parco delle Sorgenti è una delle principali attrazioni.

Sorgente e sentieri

Visitando il Parco delle Sorgenti, grazie alla collaborazione tra il FAI e la Ferrarelle, è possibile vivere un’esperienza ecologica e didattica molto speciale. Passeggiando lungo i sentieri rimessi a nuovo si respira aria buona, si ammirano le colture che riprendono vita. Ma soprattutto si comprende quanto preziosa sia l’acqua, elemento fondamentale della nostra vita che troppe volte riteniamo scontata e sprechiamo. È un grave errore. Il futuro dell’umanità, la stessa sopravvivenza sulla Terra dipendono dall’acqua. Per questo le attività didattiche del Parco delle Sorgenti si rivolgono in particolar modo ai bambini, aiutando anche gli adulti ad assumere consapevolezza e responsabilità. Un trekking educativo che rigenera il corpo e la mente.

La panorra della Masseria

La tappa finale della visita è alla Masseria Mozzi, un tempo abitazione dei coloniincaricati della coltivazione dei terreni agricoli. L’edificio è stato completamente ristrutturato. Il piano terreno ospita un interessante Museo della civiltà contadina che documenta, con oggetti e minuziose didascalie, le durissime condizioni di vita di quelle famiglie dedite alla cura dei terreni e del bestiame. Al primo piano si svolgono le degustazioni dei prodotti del territorio con una specialità molto apprezzata: la panorra. È un tipico piatto contadino povero. La panorra si preparava per non gettar viane anche un boccone di pane raffermo. Questi pezzi durissimi di pane venivano mescolati a un soffritto di verdure e legumi, ritrovando morbidezza e sapore. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino, perché il vulcano di Roccamonfina arricchisce con i suoi minerali anche i vigneti della zona. Queste prelibatezze hannomeritato alla Masseria Mozzi un riconoscimento Slow Food.

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