Peppe Iannicelli — 20/01/2022

Procida 2022, inizia l'anno da Capitale Italiana della Cultura

A un anno dalla proclamazione l'isola di Arturo si prepara ad ospitare 44 progetti, 150 eventi e 350 artisti di 45 Paesi differenti a dar vita a performance, mostre e musica. Andiamo alla scoperta della Capitale Italiana della Cultura 2022.

In ognuno dei suoi 330 giorni, 44 progetti e 150 eventi Procida sarà questo: un abbraccio, uno scambio continuo e reciproco con i turisti, con chi sbarcherà sull'isola e con i cittadini: quella "cultura che non isola", come recita lo slogan scelto ancor prima della pandemia.
Cinquele sezioni previstetutte declinate con un verbo: Procidainventa, ispira, include, impara e innova.
Oltre agli eventi e ai progetti, tra i punti forti del programma anche la rigenerazione di sette luoghi dell’isola tra i quali il cinquecentesco Palazzo d’Avalos, ex carcere borbonico nella cittadella medievale di Terra Murata.

Spirito e identità vincenti

Procida è un’isola più “isola” rispetto alle altre meraviglie del golfo di Napoli. Capri è uno spettacolare palcoscenico per il bel mondo, Ischia una destinazione vacanziera top. Mentre le due “cugine isolane” diventavano mete turistiche conosciute in tutto il mondo e visitate ogni anno da milioni di viaggiatori, Procida ha mantenuto il suo riserbo spirituale e la sua identità interiore.

Questo requisito di primordiale bellezza è stato uno degli elementi che ha determinato, insieme alla sua magica simbiosi di natura, storia e cultura, la nomina di Procida a Capitale della Cultura italiana 2022. Un riconoscimento prestigioso, una straordinaria occasione per far conoscere ad una platea sempre più vasta di ammiratori questo gioiello incantevole del golfo partenopeo. Ricco il calendario di eventi, spettacoli, manifestazioni in programma durante i prossimi dodici mesi che avranno come epicentro l'isola e coinvolgeranno anche tutta l'area dei Campi Flegrei.

Procida mille colori

Procida è storicamente un’isola di marinai abituati a lunghe assenze in giro per il mondo o comunque in simbiosi profonda con il mare come chi, ad una nave mercantile, aveva preferito un peschereccio. La testimonianza architettonica più evidente di questa identità è il borgo della Corricella. Le case compongono una meravigliosa tavolozza di colori che si riflette nel mare del piccolo approdo. Le abitazioni sono affastellate l’una sopra l’altra in un caos solo apparente all’osservatore distratto. I diversi colori permettevano di riconoscere anche a lunga distanza ogni singola abitazione. Il marinaio così, avvistata l’isola, mentre la sua barca guadagnava la riva poteva già pregustare la gioia del ritorno a casa.

Vicoli stretti, scale e scalini. Procida è isola “da camminare”. Richiede tempo, gambe, occhi e cuore per esser compresa e apprezzata in pieno. In alcuni momenti alla Chiaiolella si ha l’impressione che il tempo resti sospeso e che dietro l’angolo possa – all’improvviso – apparire l’incantevole Graziella che incantò Alphonse de La Martire. Le pagine della novella esaltano la bellezza mediterranea che anche il cinema ha impressionato sulla pellicola.

L'ultimo sorriso di Massimo Troisi

Ma mentre La Martire restò folgorato dalla bella popolana, la bellezza esaltata dalla compianta regista Lina Wertmuller assume le sembianze di Maria Grazia Cucinotta, incantevole locandiera e musa ispiratrice de “Il Postino”. Numerose scene dell’ultimo film di Massimo Troisi sono state ambientate sull’isola di Procida. a impressionato sulla pellicola. a bellezza mediterranea che anche il cinema .  ritorno a casarodo.vole del golfo partenopeo.,

Elsa Morante soggiornò a lungo nell’Hotel Eldorado, oggi diventato un parco letterario. Il giardino di limoni, la contemplazione dei panorami di boschi, calette, spiagge isolate erano estremamente ispiranti. Accanto alla scrittrice, Alberto Moravia e Vasco Pratolini: un vero e proprio cenacolo letterario. È questo il contesto genetico del capolavoro della Morante “L’Isola di Arturo”. Il quartiere collinare di Terra Murata, a strapiombo sul mare, è un complesso architettonico di chiese, conventi, prigione, fortezza; custodisce una delle tradizioni più amate dai procidani: i Misteri. Sono gruppi di statue che riproducono con realismo caravaggesco la Via Crucis. Furono introdotti sull'isola nel Seicento, all'indomani del divieto ecclesiastico d'infliggersi punizione corporali durante le processioni della Settimana Santa. La passione di Cristo, scandita da trombe e tamburi, è un mistero d’amore raccontato in modo sublime dagli artisti artigiani, con materiali poveri che nelle loro mani diventano capolavori d'arte e di fede.

Il Regno di Nettuno

Procida è anche un'isola green. Le acque che l'accarezzano godono di una speciale tutela. L'Area Marina Protetta Regno di Nettuno è un vero e proprio paradiso ambientale che si estende fino alla costa dei Campi Flegrei e dell'isola d'Ischia.

L’isolotto di Vivara, appendice ecologica dell’isola di Procida, offre lo spettacolo delle migrazioni. Milioni di uccelli sostano a Vivara per prender fiato durante le lunghe trasvolate tra l’Africa e l’Europa.

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