Peppe Iannicelli — 17/12/2021

Ci piace il Presepe.

A Napoli ed in Campania la sacra rappresentazione del Presepe è un irrinunciabile rito familiare ed una raffinata forma d’arte secolare.

A Napoli ed in Campania il presepe è una preziosa abitudine familiare, un vero e proprio rito che coinvolge di generazione in generazione tutta la famiglia. Alla sacra rappresentazione, piccola o grande che sia, viene riservato un posto d’onore nell’abitazione affinché durante il tempo dell’Avvento sia riservata la giusta attenzione alla Natività ed ai suoi molteplici protagonisti.

Il presepe trasforma il tinello in una piccola chiesa domestica ed in molte case arrivano gli zampognari per suonare la novena. Il clima è quello di “Natale in casa Cupiello”, l’indimenticabile capolavoro di E. De Filippo. E non manca mai il giovane dispettoso al quale il presepe non piace nonostante gli sforzi ed i tentativi di persuasione dell’artista di famiglia. Con un popolo tanto devoto e creativo era inevitabile che a Napoli ed in Campania il Presepe diventasse anche un capolavoro d’arte in una storia che attraversa i millenni.

A Napoli è nato il Presepe… prima di Gesù

Il presepe è nato a Napoli, persino prima di Gesù. Per carità non è mia intenzione metter in dubbio la paternità di San Francesco che, nella notte fredda di Natale del 1223 a Greccio, mise in scena per la prima volta la Natività con i pastori ed i contadini del luogo. Il fraticello, dando vita alla nascita di Gesù, aiutava i suoi fedeli, in gran parte analfabeti ed ignoranti, ad accostarsi con immagini familiari al grande mistero d’amore. 

Dunque diamo pure a San Francesco quel che è di San Francesco, ma a Napoli esiste un “documentato precedente storico del presepe” che risale all’epoca greco-romana. Nell’area di San Gregorio Armeno sorgeva un tempio dedicato a Cerere, la divinità alla quale i nostri progenitori affidavano i buoni auspici di fertilità delle messi, degli animali ed anche delle donne. E, per assicurarsi che a Cerere la preghiera non passasse di mente, lasciavano nel tempio dei piccoli ex voto in terracotta che – senza neanche sforzare troppo la fantasia – possono esser considerati gli antenati dei personaggi del presepe.  

San Francesco e il Presepe

San Gregorio Armeno, capitale del presepe

Oggi San Gregorio Armeno, la stretta viuzza che collega il decumano inferiore e maggiore, è senza dubbio la capitale mondiale del presepe. Dopo i momenti più oscuri del Covid-19, le botteghe sono tornate a nuova vita attirando appassionati da tutto il mondo. Il presepe non è statico ma dinamico. Ogni anno bisogna aggiungere qualcosa o qualcuno, sostituire qualche pezzo danneggiato in modo irrimediabile, concedersi qualche divagazione sul tema inserendo al cospetto della grotta qualche vip contemporaneo come Papa Francesco, Maradona, i Måneskin. San Gregorio Armeno assicura la continuazione della grande tradizionale presepiale partenopea. Accanto a manufatti d’uso comune, gli artisti di San Gregorio Armeno sfornano e confezionano dei pregiati oggetti d’arte che impreziosiscono gli arredi di grandi palazzi istituzionali, ricche dimore, palazzi reali.

L’età d’oro del Presepe napoletano

Oltre San Francesco, bisogna ringraziare San Gaetano da Thiene per la diffusione dell’arte presepiale. Il Santo della Provvidenza, compatrono di Napoli, introdusse in città l’usanza di rappresentare la divina notte di Betlemme nella prima metà del 500. A differenza di San Francesco, che aveva messo in scena un presepe vivente, San Gaetano preferì utilizzare dei personaggi di terracotta, evidentemente ispirato dai riti pagani. D’altro canto lo stesso Natale sostituì, nel processo di cristianizzazione dell’Impero Romano, la festa del “Sol Invictus”. I primi presepi furono allestiti nelle chiese, poi si diffusero nelle abitazioni di tutti i ceti sociali: da quelli più umili a quelli più altolocati.

Nei secoli successivi, fino all’era d’oro del Barocco, a Napoli sorse quello che noi oggi chiameremmo un vero e proprio distretto artistico per l’ideazione e la realizzazione dei presepi, dei quali conserviamo delle testimonianze che lasciano davvero senza fiato. Le botteghe lavoravano a pieno regime per realizzare allestimenti sempre più complessi e fantasiosi, che arricchivano la Natività con scene di vita quotidiana tratte quasi caravaggescamente dai vicoli di Napoli o dai poderi della Campania Felix. 

Ci vorrebbero mesi e mesi per visitare tutti i presepi più ragguardevoli di Napoli e della Campania, a cominciare dal Presepe del Banco di Napoli esposto nella Cappella Palatina del Palazzo Reale. È stato realizzato tra il XVIII ed il XIX. La scena è dominata dal Vesuvio, sotto il quale sono disposti centinaia di personaggi ed accessori. Evidente il contrasto tra lo splendore della Gloria di Dio e le rovine del tempio romano, simbolo della vittoria della Buona Novella sugli dei “falsi e bugiardi” come ci avrebbe insegnato Virgilio. La visita al Chiostro Maiolicato di Santa Chiara si completa con l’ammirazione del presepe custodito nella Basilica distrutta durante la II Guerra Mondiale, che ha ispirato la canzone del cuore “scur, scur”. Alla tradizionale terracotta, gli artisti del presepe aggiunsero anche la raffinata porcellana di Capodimonte. E proprio la Reggia collinare espone pregevoli collezioni presepiali. 

Il Presepe Continuum del Museo Archeologico Nazionale rende omaggio al 160mo Anniversario dell’Unità d’Italia ed al 700mo di Dante Alighieri, con un allestimento a cura dell’Associazione Presepistica Napoletana che riserva numerose sorprese.

I presepi della Campania Felix

Lasciando la Reggia di Capodimonte per quella di Caserta, anche la Versailles di Terra di Lavoro può vantare un presepe reale i cui protagonisti indossano preziose stoffe di San Leucio, il vicino opificio ferdinandeo fulcro di un’utopia sociale e produttiva ancora di grande attualità.

L’abbazia benedettina di Montevergine, in provincia di Avellino, presenta all’attenzione dei pellegrini e devoti di Mamma Schiavona una collezione di presepi provenienti da tutto il mondo. È una sorta di atlante nel quale la nascita di Gesù è rappresenta nei contesti naturali e con le abitazioni di tutti i cinque continenti.

A Salerno il caratteristico presepe di Mario Carotenuto, allestito in una sala del Duomo di San Matteo e arricchito dalle rappresentazioni luminose di Luci d’Artista, propone i personaggi popolari e del popolo intenti all’adorazione del Bambino, alle faccende domestiche, ai lavori più umili.

La Chiesa di Santa Generosa a Ponte, in provincia di Benevento, invita i visitatori a seguire la stella per visitare i presepi tradizionali del concorso artistico. Molte opere sono ispirate alla vita di San Pio, il frate delle stimmate originario di Pietrelcina.

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