Peppe Iannicelli — 11/01/2022

I fuochi di Sant'Antonio Abate 

Da Macerata Campania a Nusco, da Cicciano a Campagna si festeggia il protettore degli animali domestici. Non ci saranno falò ed adunate popolari, ma la passione per il monaco eremita continuerà a risplendere.

La pandemia COVID-19 ci sta mettendo a dura prova, ha stravolto le nostre vite, ma non può spegnere l’ardente fiamma della tradizione e il nostro amore per Sant’Antuono.

È questo il messaggio dei carristi di Macerata Campania alla vigilia delle celebrazioni di Sant'Antonio Abate che la Chiesa Cattolica festeggia il 17 gennaio. Il dilagare del virus non consentirà di svolgere le manifestazioni popolari più eclatanti ed attese. Le celebrazioni avranno un carattere essenzialmente religioso per scongiurare pericolosi assembramenti. Nondimeno le comunità campane dove la festa di Sant'Antonio Abate è più sentita sono impegnate a tenerne viva la memoria ed il sentimento attraverso il web. In attesa l’anno prossimo di tornare a far festa tutti quanti insieme liberati dal Covid-19, proponiamo la memoria degli appuntamenti più tradizionali ed importanti.

Il taumaturgo delle cose perdute

Sant'Antonio Abate, da non confondere con Sant'Antonio da Padova, è stato un monaco eremita vissuto in Egitto nel IV secolo dopo Cristo. Isolandosi dal mondo cercava un rapporto più diretto con Dio. Questa originale scelta di vita contribuì alla diffusione di numerose leggende e devozioni popolari, come ad esempio quella che vuole S. Antonio Abate capace di far ritrovare gli oggetti smarriti ("Sant'Antonio di velluto, fammi ritrovare quello che ho perduto”).

I suoi seguaci usavano curare piaghe e ferite utilizzando il grasso di maiale. Per questo motivo, S. Antonio Abate veniva invocato come taumaturgo e raffigurato in compagnia di un maiale. La fama popolare lo innalzò a protettore degli animali domestici che accompagnavano la vita dei contadini e degli allevatori.

In Campania la devozione a S. Antonio Abate è molto radicata in alcuni contesti rurali, in Terra di lavoro, in Irpinia, nel Salernitano dove si svolgono riti secolari all’insegna del fuoco, della musica, della convivialità. I significati simbolici sono evidenti: il fuoco rappresenta il calore della nuova vita e la luce della speranza nei giorni più freddi ed oscuri dell’inverno; la musica è rito collettivo che scaccia i demoni e i cattivi pensieri; la convivialità del vino e dei prodotti genuini della terra sono un fiducioso auspicio di prosperità.

Macerata Campania. Le battuglie di Pastellessa

Botti, tini, mazze di legno, falci sono prelevati da cantine e depositi per esser caricati a bordo di lunghi carri. 50 bottari per ogni equipaggio sono pronti a suonarli all’ordine del capobattuglia che dirige questa “orchestra rurale” a colpi di fischietto e con gesti perentori. Le battuglie di Pastellessa sono uno straordinario spettacolo viaggiante. Sono dei veri e propri carri musicali che, dal XIII secolo, attraversano le strade di Macerata Campania in Terra di lavoro scandendo ritmi nei quali l’intonazione religiosa “libera nos a malo” si fonde con i canti contadini ancestrali. Un’armonia di suoni sprigionata da quasi duemila bottari capaci di coinvolgere decine di migliaia di partecipanti assiepati ai bordi delle strade. Un rito collettivo propiziatorio per la salute degli animali e per la fecondità dei campi dove si coltivano le castagne. Con la loro farina si realizza la Pastellessa, oggi diventata un piatto tradizionale della festa, ma che nei secoli più poveri era la principale fonte di sostentamento della popolazione.

La sfilata, nel 2022, non ci sarà, ma alcuni carri musicali di Sant’Antuono saranno esposti nella piazza principale accanto alle figure apotropaiche: come ‘a signora ‘e fuoco, ‘o puorco, ‘o ciuccio, ‘a scala. Sarà installato anche il Palo di sapone ma senza le tradizionali e divertentissime arrampicate. 

Nusco. La notte dei falò

Dalla provincia di Caserta all’Irpinia, dove la devozione a Sant'Antonio Abate è altrettanto radicata da secoli. In particolare a Nusco, famosa per i suoi falò accessi per tre notti consecutive in occasione della festa per il Santo protettore degli animali.

In tempi normali la raccolta della legna secca per alimentare i fuochi nelle varie contrade aveva inizio il 13 dicembre, giorno della festa di Santa Lucia. S’ingaggiava una vera e propria gara tra i vari rioni per realizzare il falò più grande e duraturo.

Il popolo di Nusco, tramite il fuoco, ricordava la terribile peste del 1656. In quei mesi drammatici i cadaveri degli appestati venivano bruciati sulle pire, mentre i fedeli invocavano l’intervento salvifico di Sant’Antuono. Le giornate odierne che sarebbero state dedicate a questa commemorazione, scandita da canti, balli ed abbondanti bevute del meraviglioso vino irpino, saranno esclusivamente di preghiera e di memoria con l’auspicio che tra 12 mesi i falò tornino ad illuminare le notti di Nusco.

La processione degli animali di Cicciano

In provincia di Napoli uno degli eventi più attesi per la festa di Sant'Antonio Abate era la processione degli animali domestici lungo le strade di Cicciano. Una vera e propria Arca di Noè invadeva il borgo, dove risuonavano gli applausi degli spettatori e le “voci” degli animali in parata: maiali, galline, cani e gatti, mucche e cavalli, persino pesci rossi nella loro boccia di vetro. La processione si concludeva con la benedizione degli animali domestici e, venuta la sera, si accendevano il grande focarone in piazza e i fornelli di tutti i cortili del centro storico dove si riunivano famiglie, brigate d’amici, ospite e forestieri per abbondanti mangiate. La musica e i balli erano forsennati con il suono di tammorre, scetavajasse, putipù, ciaramelle e cornamuse.

Per Sant'Antonio Abate 2022 i festeggiamenti saranno limitati esclusivamente alle celebrazioni religiose.

I Fucanoli di Campagna

Campagna, in provincia di Salerno, è il paese dell’acqua e del fuoco.
L’acqua è della “chiena” che invade il paese nei mesi più caldi dell’anno; il fuoco quello dei “Fucanoli” in onore di S. Antonio Abate e di Giordano Bruno.
Il monaco filosofo completò i suoi studi e divenne sacerdote proprio a Campagna, nel locale convento dei Padri Domenicani. Attorno ai fucanoli si consumano gustosissime “matasse” di pasta e fagioli, raccontando spaventose storie di briganti come il terribile Antonino Maratea. I fucanoli, per il 2022, diventano un contest creativo sul web affinché, tramite la digitalizzazione virtuale, resti accesa la memoria.

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