Musei Connessi – La Scabec a Museum Connections 2018

Museum Connections è la più importante fiera del business museale nel mondo e si svolge ogni anno a Parigi. E’ il marketplace dove vengono presentate le nuove proposte, ma soprattutto è il luogo dove si confrontano nuovi approcci di comunicazione e fruizione. Dalle nuove tecnologie a supporto dei contenuti, con nuove audioguide e software per la gestione dei servizi, quali biglietteria, bookshop e monitoraggio del pubblico, alla presentazione di prodotti culturali come i souvenir e i gadget e ancora alle conferenze e workshop su comunicazione, nuovi media e marketing dei musei.

La Scabec S.p.A., in qualità di società che si occupa della promozione dei beni culturali in Regione Campania, con la mission prioritaria di diffondere l’arte e i beni culturali, ha partecipato attivamente al salone per prendere spunti e creare nuove e attuali alleanze.

Il ciclo di conferenze organizzato da Museum Connections accoglie ogni anno i maggiori esperti che presentano le buone pratiche dei più importanti musei del mondo. Nella Inspiration Room, la Scabec ha partecipato alle presentazioni di grandi realtà museali mondiali come la National Gallery di Londra, la Galleria Nazionale di Danimarca, il  Rijksmuseum di Amsterdam, il Metropolitan Museum di New York e la Tate Modern di Londra.

Gli interventi vertevano essenzialmente sull’economia dei musei, le singole esperienze e le potenzialità del mondo digitale.

Chris Michaels responsabile della National Gallery di Londra, ha presentato i dati aggiornati delle attività digitali del museo e delle opportunità che strumenti di comunicazione come i social media, hanno avviato per una nuova relazione del museo con il pubblico.

Jonas Heide Smith dello Statens Museum for Kunst di Copenaghen ha parlato dell’esperienza SMK Open il cui obiettivo è rendere l’arte accessibile e rilevante per tutti, rendendo le collezioni disponibili come risorse e strumenti online, permettendo agli utenti di utilizzarle secondo le loro necessità.

Richard Pedott del Metropolitan Museum ha presentato una disamina sui servizi come il bookshop o la boutique, affermando che  non vivono da soli, ma si alimentano dei contenuti dei musei e alimentano lo stesso museo, completando l’esperienza della conoscenza dell’arte.

Rachel Moillet della Tate ha parlato del progetto Circuit: attraverso uno studio di dieci gallerie nel Regno Unito si è progettato il cambiamento organizzativo dei musei affinché una fascia più ampia di giovani dai 15 ai 25 anni possa trasformarsi in un pubblico più attivo, in produttori e membri dello staff. Il progetto ha evidenziato l’importanza dei settori artistici e giovanili come alleati per sostenere il cambiamento dei musei per i giovani.

Dagli incontri, è emerso soprattutto che ci sono nuove prospettive per i nuovi linguaggi di narrazione dei musei. Le nuove tecnologie, infatti, mettono oggi a disposizione dei musei svariati strumenti: dal video mapping, all’intelligenza artificiale, agli smart objects. Però, quello che occorre sempre tenere presente è  che “Tech is cool, but Humans is even cooler” e dunque l’uomo deve essere sempre al centro delle politiche di narrazione/fruizione del museo e della sua governance.

Philine Hofman del Rijksmuseum in chiusura ha affermato che a fine visita, tutti vorrebbero avere un pezzo del museo da portare a casa. Materialmente impossibile smontare il museo o prelevare un pezzo delle opere d’arte, ma del tutto fattibile provvedere a completare l’esperienza di visita del pubblico con gadget culturali, prodotti creati in co-marketing con brand noti e implementare progetti di comunicazione che facciano continuare l’esperienza di visita su app, siti web e supporti multimediali.

Infatti, proprio su questo tema la Scabec ha partecipato ad un incontro con i responsabili del progetto SMARTIFY (il progetto che prevede il riconoscimento elle opere d’arte inquadrandole dallo smartphone), con l’ipotesi di una partnership per alcuni musei campani.